Calabrisella mia

Calabria e dintorni
sabato, 14 marzo 2009


La Tarantella
« Abballàti e ballàti fìmmini schètti e maritàti
chi si nùn ballàti 'bbònu non vi càntu e non vi sònu
e si nùn ballàti pulìtu 'nci lu rìcu a lu vòstru 'zzìtu!
Sciù sciù sciù quanti fìmmini chi 'nci sù!
Sciù sciù sciù quanti fìmmini chi 'nci sù! »
(IT)
« Su ballate e ballate donne libere e sposate
che se non ballate bene per voi non canto e non suono
e se non ballate per bene lo dirò al vostro fidanzato
[esclamazione] Ma quante donne ci sono!
[esclamazione] Ma quante donne ci sono! »
(versi di una tipica tarantella reggina)
 

Etimologia

Il nome "tarantella" non è altro che un semplice diminutivo della voce "taranta", termine dialettale più diffuso nelle regioni meridionali italiane per designare la tarantola o Lycosa tarentula, un ragno velenoso diffuso nell'Europa meridionale. Dunque il ballo della tarantella è all'origine legato alla terapia del morso della tarantola. La tradizione affidava al veleno di questo ragno effetti diversi, a seconda delle credenze locali: malinconia, convulsioni, disagio psichico, agitazione, dolore fisico e sofferenza morale. Chi veniva morso o credeva di essere stato morso da una tarantola (ma anche da scorpioni, insetti o rettili vari) o tendeva ad un esagerato dinamismo coreutico o ricorreva a terapie coreo-musicali che, mediante l'insistenza della pratica della danza, provocassero l'espulsione del veleno attaverso sudori ed umori. Per lo studio del fenomeno del tarantismo in Italia è fondamentale l'opera di Ernesto De Martino, "La terra del rimorso".


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categorie: tradizioni, tarantella
domenica, 16 marzo 2008



Cuzzupe di Pasqua
(Cuculi)

Un pò di Storia ...

Questi dolci Pasquali, tipici della celebrazione eucaristica greco – ortodossa, vengono ancor oggi prodotti, a livello artigianale, in svariate forme augurali: pesce, colomba, cestini, cavalli a seconda della zona di provenienza.

Le Cuzzupe o Cuculi esaltano un mix di gusti, emozioni, ricordi oramai svaniti che mescolano il sacro, il profano, e la cultura popolare.

Secondo alcune fonti, le uova sode inserite nella pasta, simboleggiano la Resurrezione, mentre per altre, la loro presenza era di buon auspicio alla fertilità, tant’è che si regalavano ai futuri suoceri in occasione della prima visita “ufficiale”.

Sono quindi l’inconfondibile gusto, la rarità e la tradizione che rendono questo dolce unico e imperdibile.


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categorie: ricette, tradizioni, tipicità
martedì, 13 novembre 2007

I mostacciuoli di Soriano Calabro (Vibo Valentia)



I mostaccioli - o, meglio, in dialetto calabro: "mustazzola" - sono biscotti a pasta piuttosto dura a base di farina, miele d'arancio e mosto cotto. Hanno le forme più svariate e sono decorati da carta stagnola colorata. Sono dei dolci tipici calabresi, che ancora oggi vengono prodotti nella zona di Soriano Calabro in provincia di Vibo Valentia. Pare che il nome derivi da "mustacea", una antica focaccia per sponsali preparata mescolando farina, mosto cotto, un condimento grasso, cacio, anice, cotta sopra foglie di lauro.


Alla loro diffusione in quella zona è legata una leggenda popolare secondo cui un monaco misterioso comparso improvvisamente e poi sparito li avrebbe offerti alla popolazione affamata di Soriano. Da qui, la convinzione che questi biscotti fossero un regalo di San Domenico, da allora protettore dei "mostazzolari", e il cui santuario di Soriano era, prima della distruzione a causa di un terremoto, meta di costanti pellegrinaggi. Grazie a questa leggenda, questi biscotti hanno assunto anche un significato religioso. Realizzati sotto forma di figure animali o parti del corpo umano venivano offerti come ex voto, alle chiese della zona, dove ancora oggi si possono ammirare .


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categorie: cucina, tradizioni
lunedì, 29 ottobre 2007



Nei miei ricordi d'infanzia risiedono feste antiche in paesini montagnosi in cui donne fiere attendevano fiduciose per poter sfoggiare orgogliosamente i loro abiti tradizionali. Mi incantavo, piccola e traballante, nel rimirare quelle gonne gonfie, una sull'altra sbuffavano sulle ginocchia affaticate delle storiche femmine del paese. Era un gioco, una giostra, una girandola di colori e profumi. Le noccioline tostate, in torroncini pigiate, erompevano nelle narici rendendo vana ogni resistenza alla goduria infantile di pasticciarsi le mani con il miele odoroso. E la mano della mamma che ti teneva stretta per paura di perderti nella folla. Ed il viso di papà che ti chiama perchè ha scorto un angolino tranquillo dove sedersi un poco, in attesa che passi la processione e la banda frastornante, quella sì che mi faceva tremare il cuore e la gola! In quel mondo di festa semplice ed ingenua mi sentivo coccolata e rassicurata dai volti di chi si soffermava a fare i complimenti ai miei per 'a picciriddra (la piccolina), dei tanti bacioni spiaccicati sulle gote paffute e delle improvvise "volate" in aria se per caso mi trovassi nelle vicinanze dei miei zii... Mi sentivo una piccola regina. E lo ero.
postato da PortamiVia alle ore 23:31 | link | commenti (7)
categorie: ricordi, tradizioni
lunedì, 22 ottobre 2007

Calabrisella mia

Mamma non mi mandari all’acqua sula
lu mulinare mi vuliva vasari

dicia c’a sugnu n’angiulu d’amuri

e ntantu mi vulia mbrusciuniari

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Calabrisella mia, calabrisella mia
Calabrisella mia facimmu ammuri

Turillalleru lalleru lalla
Sta calabresella muriri mi fa

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Quando ti vitti all’acqua chi lavavi
lu me cori si r’iinchiu d’amuri

e mentri a la sipala i robbi iampravi

ieu ti rubbai lu meghiu muccaturi

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Calabrisella mia, calabrisella mia
Calabrisella mia facimmu ammuri

Turillalleru lalleru lalla

Sta calabrisella muriri mi fa

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Calabrisella mia, calabrisella mia
tutta bagnata r’acqua venia

dammi nu pocu r’acqua i sa lancedda
acqua non sindi runa a mmenza a via

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Calabrisella mia, calabrisella mia
Calabrisella mia facimmu ammuri

Turillalleru lalleru lalla

Sta calabrisella muriri mi fa

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Prima ricisti si e mò non voi
dimmi i cu ti schianti o bedda mia

ca si ti schianti di li genti toi

mbrazzu ti pigghiu e non ti lassu mai.

postato da PortamiVia alle ore 23:54 | link | commenti (9)
categorie: canzoni, tradizioni